Città in fiamme, tutti protagonisti nella New York degli anni Settanta

fullsizerender_1Dopo un periodo di silenzio si ritorna con Città in fiamme

Scrivere di questo romanzo è davvero difficile perché Città in fiamme, di Garth Risk Hallberg (Mondadori, 2016), è una lettura faticosa sotto diversi aspetti.

Si parte dall’edizione scomoda: è un libro pesante, con la copertina rigida, mille pagine sottili (mille nel senso che sono proprio mille), i caratteri grandi e l’interlinea piccola. E solo questo non stimola la lettura.
Per fortuna i libri non sono fatti solo di carta e inchiostro, ma anche di contenuti.

Ma questo romanzo, per dare un senso al suo contenuto, richiede una descrizione approfondita dei suoi personaggi. E i personaggi non sono pochi e, soprattutto, sono tutti fondamentali. Sembra impossibile che tutti possano essere utili alla trama, ma quando ognuno di essi è ben delineato finalmente le singole storie si intrecciano svelando ulteriori dettagli delle loro vite che li rendono tutti protagonisti. Ed è questo l’aspetto più originale del romanzo: chi è il vero protagonista della storia? Non si sa, almeno finché non si arriva quasi alla fine e tutti i tasselli si uniscono. E poi ci sono le descrizioni infinite, quasi noiose a tratti, ma non c’è dettaglio che non si possa ritenere indispensabile, anche quando ci si perde nella lettura delle specifiche tecniche dei fuochi artificiali.

Il giovane autore è davvero bravo perché un’opera così complessa come questa sembrerebbe appartenere al periodo maturo di uno scrittore, invece Hallberg ha solo 37 anni: linguaggio molto descrittivo (complimenti al traduttore Massimo Bocchiola) e profonda conoscenza del contesto storico (la New York degli anni ’70). Impressionante l’attenzione ai dettagli storici, ma anche a delle semplici singole scene (volete sapere cos’è la bulimia? Ve lo spiega Regan a pagina 64).
Un punto in più nel giudizio per gli intermezzi grafici che, pure loro, sembrano inutili, ma attenzione a non sottovalutarli.

Ah la trama… Siamo a New York alla fine degli anni ’70, una giovane ragazza un po’ sbandata, infilatasi da tempo in un giro punk, viene ritrovata a Central Park con un colpo di pistola in testa; poi c’è il suo migliore amico, non troppo segretamente cotto di lei, con i suoi problemi di famiglia e complessi sociali, ma in quel momento non si trova lì (forse); poi una ricca e giovane madre di famiglia appena separata, il suo marito traditore e i figli (personaggi secondari? No); e il fratello di lei e il fidanzato di lui; e poi i rispettivi genitori e le loro storie. Il tutto si intreccia, fidatevi.

 

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