“Dio mio, grazie” di Bernard Malamud

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Photocredit: Minimumfax

Dio mio, grazie per aver fatto sì che uscisse un nuovo romanzo di Bernard Malamud! E non importa se è completamente diverso da altri suo scritti, l’importante è che ci sia. E, come sempre, grazie a Minimum Fax che rende possibile tutto ciò e, con generosità, ci concede anche un assaggio di questa storia.

Ho già parlato di Bernard Malamud e di quel romanzo meraviglioso che è Il commesso, ma questa volta è diverso perché la storia di Dio mio, grazie è completamente diversa e inaspettata.

Calvin Cohn è un paleontologo ebreo che, a causa di un errore di Dio, quando riemerge da una spedizione in fondo all’Oceano si ritrova a essere l’unico uomo sopravvissuto a un secondo diluvio universale. Naufrago su un’isola deserta conosce Buz, uno scimpanzé in grado di parlare grazie a un esperimento scientifico, e man mano che appaiono altre creature scampate alla sciagura (degli scimpanzé, dei babbuini e un gorilla) Calvin si impegna a educarle come esseri umani, convincendosi poco a poco che grazie a loro potrà nascere la generazione che ripopolerà il pianeta, e che Dio tornerà ad amare le sue creature.

Siamo abituati alla realtà malinconica e diretta di Malamud, questa volta invece ci racconta una favola, ma comunque sempre legata alla natura dell’uomo. Una bella sorpresa che è il caso di aggiungere alla “lista dei desideri” per le prossime letture.

 

 

 

 

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