Gesù (quello di John Niven) entra nel nostro Club

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A volte ritorno – Einaudi

È la settimana di Pasqua e non potevamo non invitare nel Club il personaggio del momento: Gesù. Ma siccome non vogliamo essere irrispettosi e offendere la sensibilità dei credenti, ci riferiamo a Gesù protagonista di A volte ritorno (Einaudi, 2012) e quindi lasciamo il ruolo di blasfemo a John Niven, autore di questo esilarante romanzo.

Se siete molto ironici e non vi scandalizzate davanti a Gesù che si fa le canne in paradiso insieme a Jimi Hendrix, questo libro vi farà morire dal ridere e, magari, a qualcuno verrà anche da credere che, in effetti, lassù in paradiso non se la passano poi così male.

Il problema è che se la passano male sulla terra (cosa non molto distante dalla realtà) e Dio è furibondo perché è stato solo una settimana in vacanza (equivalente a cinque secoli sulla terra) e, al suo ritorno, si ritrova il pianeta in condizioni catastrofiche.
L’unica soluzione che gli viene in mente per far fronte alle idiozie degli umani (e anche qui non ci discostiamo molto dalla realtà) è rispedire sulla terra “quello strafatto di suo figlio”. 

Dio piazza i gomiti sul tavolo, stringe le mani e si china verso i santi riuniti: “Che cazzo sta succedendo sulla Terra?”

Gesù, memore della sua precedente esperienza, non è molto convinto. E come dargli torto considerata la ricorrenza che ci accingiamo a festeggiare in questi giorni?
Ma Dio comanda e lui ubbidisce. C’è un solo problema: Gesù non sa fare niente, se non suonare la chitarra e sballarsi, e soprattutto nella New York odierna avrebbe parecchie difficoltà a farsi notare e ascoltare. L’unico modo per “arrivare alla gente” (come si sente tanto dire in TV) è partecipare a un talent show musicale, diciamo pure X-Factor.

Il risultato è un romanzo divertente, scandaloso, pieno di riferimenti musicali e di personaggi che, per quanto mi riguarda, giustamente si trovano in paradiso anche se, nella vita terrena, non hanno fatto nulla per meritarselo. Con Gesù che si ritroverà ad affrontare le dinamiche televisive del talent show in lotta continua con un produttore che tanto ricorda il “diabolico” Simon Cowell.

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