“Basil” ti prende per mano e ti porta con sé

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Photocredit: Fazi Editore

Voglia di romanzone ottocentesco?

Per soddisfare la vostra esigenza di storie intense esce oggi in libreria Basil e, ancora una volta, Fazi Editore colmerà la vostra dipendenza da Wilkie Collins.

La letteratura inglese dell’Ottocento è sempre una garanzia quando si ha voglia di immergersi in un libro e non pensare a tutto ciò che ci succede intorno. In questo caso si rischia l’emarginazione sociale perché Basil ha tutta l’aria di essere un personaggio che ti prenderà per mano e ti trascinerà con sé laggiù, in fondo, nel baratro, nella fossa che si scava da solo compiendo un errore dietro l’altro.

Chi è Basil?

È il giovane rampollo di una famiglia aristocratica che, in questa storia, rappresenta la parte privilegiata della società inglese contrapposta all’altra parte, quella della borghesia mercantile in ascesa della seconda metà del XIX secolo, in cui si colloca invece Margaret. Figlia di un commerciante lei, figlio di un nobile annebbiato dai pregiudizi sociali lui, scatta l’amore a prima vista. Le premesse per un amore a lieto fine non ci sono affatto, ci sono invece il sesso, la violenza, l’adulterio, la follia e la morte affrontati con audacia dall’autore che, all’epoca, fece molto scalpore, scandalizzando la stampa benpensante e deliziando il pubblico.

Basil, pubblicato nel 1852, è il secondo romanzo scritto da Wilkie Collins, una storia da divorare, di quelle che ti aiutano ad affrontare le difficili giornate lavorative sapendo che, quando finiranno, ci sarà il libro ad aspettarti a casa, di quelle che non vedi l’ora di sparecchiare la tavola per poterti sedere in poltrona e riaprire quelle pagine, di quelle che ti fanno fare le ore piccole a letto.

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