Com’è giusto che sia, di Marina Di Guardo

Voglia di thriller italiano?

È da un po’ di settimane che vorrei parlare di questo libro che, ormai, non è proprio una novità fresca, se si considera che è uscito a gennaio.

Tuttavia ho messo da parte il mio scetticismo e ho deciso che, sì, Dalia è un personaggio che vorrei far entrare nel mio club. È lei la protagonista di “Com’è giusto che sia” il thriller di Marina Di Guardo (Mondadori, 2017). E l’ho scelta per il club perché è un personaggio dai volti diversi, con la sua doppia vita e quella corazza che nasconde la fragilità di un passato doloroso.

Dalia è una studentessa di medicina e volontaria in un centro per donne vittime di violenza. È la ventenne abbandonata dal padre ancora prima della nascita, cresciuta in solitudine con la madre ma in compagnia, per un periodo, di un uomo aggressivo che non le ha risparmiato scene indelebili nella memoria.
Dalia è la serial killer protagonista di questa storia: ha sete di riscatto, gli incubi la tormentano così come il gelo che le scorre nelle vene e che la porta, esasperata, a vendicare una per una le donne abusate che ha incontrato nella sua vita, a cominciare da sua madre.

E mentre la osserviamo scegliere le sue prede con metodo somministrando loro il giusto castigo, ecco l’imprevisto: la Dalia timida nella sua versione di studentessa incontra Alessandro, laureando in filosofia e barman introverso, che la corteggia con gesti premurosi e pensieri gentili facendo breccia nella corazza che si è costruita negli anni. Ed è in questo momento di vulnerabilità che tornerà a braccarla l’incubo del passato.

Copertina rigida: Euro 15,30
Ebook: Euro 9,99

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