“Basil” entra nel Club dei lettori solitari

Quando ho iniziato a leggere Basil (Fazi Editore, 2017), il mio primo romanzo di Wilkie Collins, avrei dovuto sapere che sarei corsa ad acquistare anche gli altri: dalle prime pagine che contengono la lettera di dedica “all’illustrissimo Charles James Ward” traspare l’amore per la narrazione, per la commistione equilibrata fra realtà e invenzione, per la costruzione dei personaggi.

Basil, pubblicato nel 1852, fu il secondo romanzo scritto da Collins (dopo Antonina nel 1850) e venne condannato dai lettori “come un oltraggio al loro senso del decoro”, come afferma lo stesso autore nel 1862 ribadendo la consapevolezza con la quale, dieci anni prima, ideò e scrisse questa storia. Ma nonostante l’avversione iniziale della critica, dopo questi dieci anni Basil si era già fatto strada ricevendo il favore del pubblico e permettendo a Collins di inserirsi fra i grandi romanzieri dell’Ottocento.

Chi è Basil

Basil appartiene a una famiglia aristocratica di cui fanno parte il padre, rimasto vedovo alla nascita della terzogenita, il fratello maggiore Ralph e la sorella Clara. Poiché Ralph è un ribelle che, nonostante i ripetuti sforzi del padre, ha dimostrato di non essere in grado né di voler ereditare i titoli e le proprietà di famiglia, tale incombenza spetta proprio a Basil che ha vissuto la sua giovinezza nella discrezione e nella pacatezza che la sua posizione sociale richiede. Fino a quando, inaspettatamente e frettolosamente, si innamora perdutamente della giovane e bellissima Margaret Sherwin, incontrata su un omnibus, di cui non sa nulla a parte il fatto che è figlia di un commerciante, pertanto non adatta a “mischiarsi” con un aristocratico. Solo questo sa Basil ed è sufficiente ad avere la certezza che non potrà mai ottenere l’approvazione del padre, geloso dei propri privilegi e contrario a qualsiasi mossa che possa provocare disonore al nome della famiglia.

Con questa consapevolezza, tra l’ansia di non compiacere il padre e il raziocinio completamente annullato dall’amore per Margaret, Basil organizza un incontro con il padre della ragazza durante il quale la chiederà in sposa e raggiungerà, suo malgrado, un accordo segreto a lui sfavorevole: Mr Sherwin, infatti, acconsente a cedere la figlia in sposa, ma sapendo della probabile disapprovazione del consuocero pone la condizione che il matrimonio non venga consumato entro un anno. Basil accetta e qui il lettore si mette già le mani nei capelli perché si sente subito odore di truffa.

Qui termina la prima parte del romanzo e ci si chiede quando Basil si renderà conto di aver commesso un grave errore che, inevitabilmente, non potrà che provocarne altri. Mr Sherwin è, in realtà, un furbo e Margaret una figlia viziata e priva di scrupoli, Basil ha tempo un anno per rendersene conto, ma è talmente impaziente di far trascorrere i mesi, fra i silenzi del padre e le bugie all’amata sorella, che subisce lo svantaggio della sua posizione trovando solo alcuni momenti di complicità nel consulente della famiglia Sherwin, il misterioso e affascinante Mr Mannion. Alla fine della seconda parte del romanzo, ossia un giorno prima che sia trascorso il fatidico anno, si scatena l’inferno: finalmente Basil si risveglia dal torpore provocato dalla bellezza di Margaret e prova a rimediare agli errori commessi, commettendo però una scelleratezza dietro l’altra che lo scoraggeranno e gli consumeranno la poca forza rimasta necessaria per rialzarsi e uscire dalla situazione disastrosa in cui si ritrova.

I protagonisti del romanzo

Basil non è propriamente un debole, ma è circondato da personaggi più forti di lui. Innanzi tutto il padre: severo, freddo e arroccato nella sua posizione. Dire che è antipatico significherebbe fargli un favore, ma per fortuna ci sono i figli a complicargli la vita. Se Basil è la macchia del disonore sulla famiglia, Ralph agli occhi del padre è l’occasione sprecata.

Quando una famiglia possiede vaste proprietà terriere, il membro di quella famiglia che dimostra meno interesse per la sua prosperità, che è meno legato alla casa, meno simile per affinità ai suoi parenti, meno pronto a imparare i propri doveri o riconoscere le proprie responsabilità, è spesso colui cui spetta l’eredità di famiglia, vale a dire il figlio maggiore.

Agli occhi del lettore Ralph rappresenta la svolta, il personaggio positivo e, nel momento in cui entra in gioco da protagonista nella storia, sembra di trovarsi davanti il “signor Wolf che risolve problemi”. Ralph è bello e simpatico e, quando si presenta in aiuto del fratello, i toni dei suoi dialoghi presentano un’ironia contemporanea e non di certo ottocentesca. Peccato non ritrovare nella storia un incontro diretto fra lui e il viscido Mr Sherwin, ma sentirne solo il racconto che ne fa con il fratello.

Poi ci sono le donne: la debole Clara, sorella minore relegata al ruolo di donna accondiscendente, come il periodo storico richiede; Margaret che, pur di ottenere ciò che vuole, è spietata anche con la madre malata la quale arriverà a detestarla anche in punto di morte; la signora Sherwin, appunto, donna triste e succube del marito, ma che sullo sfondo della vicenda osserva e avrà un ruolo non marginale.

Infine il personaggio chiave della storia: Mr Manning. Chi è? Da dove arriva? Da che parte sta? Questo non si può svelare, perché sarà Basil a raccontarvelo, a presentarvi questo uomo pian piano attraverso le sue trasformazioni.

Perché leggerlo

Basil è il romanzo che ha portato Wilkie Collins al successo. Nel romanzo c’è tutto: lo sfondo della società di metà Ottocento, divisa fra nobili privilegiati e mercanti in ascesa; il matrimonio segreto, l’adulterio e la violenza raccontati con discrezione, ma comunque ritenuti scandalosi per il tempo; infine il mistero e gli intrighi che avvolgono una storia che si sviluppa piano, che l’autore presenta con pazienza, come se volesse edulcorare i fatti preparando il lettore a quello che dovrà leggere nelle pagine successive. Insomma, un piacere puro.

L’autore

Nato a Londra nel 1824 Wilkie Collins scoprì la vocazione per la scrittura in età adulta, dopo aver lavorato per alcuni anni come avvocato. I suoi primi romanzi furono Antonina, pubblicato nel 1850, e poi Basil nel 1852, anno in cui conobbe Charles Dickens ed ebbe inizio una lunga amicizia e collaborazione. Il mistero è la sua specialità e ne sono un esempio anche i romanzi successivi La donna in bianco e La pietra di luna; fra gli altri suoi capolavori anche Armadale, Senza nome, Le legge e la Signora.

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LA SCHEDA

Come si intitola? Basil
Chi lo ha scritto? Wilkie Collins
Con quale editore? Fazi Editore (2017)
Quante pagine ha? 335
Quanto costa? 9,99 euro l’ebook, 20 euro l’edizione cartacea (guarda gli sconti su Amazon)
Dove lo compro? Qui
Qual è il personaggio di questo libro che entra nel Club? Basil
Questo libro è adatto per: chi ama il mistero o i romanzi dell’Ottocento; per chi ama entrambe le cose è una lettura obbligata.

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