“Lions”, di Bonnie Nadzam

Ho preso pochi appunti leggendo Lions di Bonnie Nadzam (Edizioni Black Coffee, 2017), mi sono bastate poche righe per segnarmi gli aspetti salienti di questa storia.

Non è un romanzo che mi abbia entusiasmato a livello narrativo eppure mi ha fornito molti spunti di riflessione: è capitato spesso che mi fermassi e, poggiando il libro aperto sulle ginocchia, mi mettessi a pensare a occhi aperti a quando anche io ho vissuto alcune situazioni che ho ritrovato nel racconto di Leigh e Gordon.

Di cosa parla “Lions”

Leigh e Gordon sono due diciassettenni fra i pochi abitanti rimasti nella triste cittadina di Lions situata fra gli altopiani del Colorado. Lions è un luogo morto, quasi disabitato, le attività commerciali sono ridotte al minimo e le poche esistenti faticano a sopravvivere. Fra questi un’officina di lavorazione del metallo, un piccolo bar e un diner che offrono ristoro ai viaggiatori di passaggio sulla vicina strada statale. Gli abitanti di Lions mantengono in vita le storie fantasiose alle quali è legata la cittadina: si narra di superstizioni e personaggi immortali che giustificano alcune caratteristiche del luogo e che prendono ancora più piede quando, un giorno, si presenta in città un misterioso vagabondo la cui tragica sorte sembra causare altri eventi sfortunati. Motivo in più per scatenare, fra gli scontenti abitanti, la voglia di abbandonare definitivamente Lions.

I protagonisti di “Lions”

Se c’è una classifica fra coloro che vogliono lasciare la città, in cima troviamo di sicuro Leigh: non vede l’ora di iniziare il college e, oltre a lavorare per mettere un po’ di soldi da parte, conta i giorni che mancano alla partenza. Insieme a lei dovrebbe partire anche Gordon, il suo ragazzo (o forse solo un amico considerato che è l’unico coetaneo in città e sono cresciuti insieme), se non fosse che si ritrova moralmente obbligato a portare avanti l’attività dell’officina del padre che muore improvvisamente, lasciando tutti sconvolti. Nonostante sia la cosa giusta da fare per il loro futuro, non solo Gordon non è più convinto di lasciare Lions per il college, ma anche le madri dei due ragazzi sembrano osteggiare la scelta che dovrebbe essere la più razionale per due diciassettenni che abitano in una cittadina senza futuro. È giusto rinunciare alle proprie aspirazioni per dovere nei confronti della famiglia che ti ha cresciuto? O forse è più ragionevole pensare che, a un certo punto, la propria vita e le ambizioni devono prevalere sulle relazioni primarie?

Perché leggerlo?

La storia di Lions si sviluppa intorno a un alone di mistero che spesso si allontana dalla realtà e non è di certo questo a farne un bel romanzo. Lions è una storia che ognuno vive a proprio modo e la interpreta secondo la propria esperienza personale.

Che cosa ho trovato di mio? Molto. A partire dalla morte del padre e dal senso di vuoto che vive Gordon quando perde il suo.

“Il dolore ti ridesta” gli aveva detto una volta John raccontandogli di quando aveva perso il padre. “Preferiresti di no, ma è così”.

Ho ritrovato l’entusiasmo di Leigh, impaziente di lasciare un luogo piccolo e provinciale per iniziare la sua nuova vita al college e talmente affascinata da ciò che esiste e vive fuori da Lions al punto da farsi abbindolare dal primo forestiero che arriva in città. E, allo stesso tempo, anche il senso di inadeguatezza e l’assenza di familiarità che si prova quanto si è circondati da “amici” nuovi, quelli che non sanno nulla di te e che ti ricordano costantemente che i tuoi amici (quelli vecchi) sono rimasti a casa e non sono partiti insieme a te.

“Che fate in questa città?” chiese quando Leigh gli posò davanti il suo sandwich con patatine fritte.
“I bagagli”.

La vera magia di Lions è proprio questa e mi ha consentito di rivivere una parte della mia storia nelle vite di Leigh e Gordon. Anche io ho avuto la mia Lions: sono partita, ho vissuto e poi sono tornata.

L’autrice

Bonnie Nadzam è originaria dell’Ohio. Ha scritto su numerose riviste e con Lamb (collana Black Coffee, Clichy, 2015) , il suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaherty-Dunnan Prize per il miglior romanzo di esordio del 2011 ispirando l’omonimo film presentato nel 2016 al festival di Austin, il South by Southwest. Amore e antropocene, saggio scritto in collaborazione con Dale Jamieson, è uscito in Italia per Stampa Alternativa. Lions è il suo secondo romanzo.

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LA SCHEDA

Come si intitola? Lions
Chi lo ha scritto? Bonnie Nadzam
Con quale editore? Edizioni Black Coffe (2017)
Quante pagine ha? 270
Quanto costa? 14 euro (guarda gli sconti su Amazon)
Dove lo compro? qui oppure qui
Qual è il personaggio di questo libro che entra nel Club? Leigh
Questo libro è adatto per: una lettura malinconica e riflessiva.

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