Il fittavolo stalker di “Via dalla pazza folla”

IMG_8984Se volessimo riassumere in poche righe le caratteristiche dei protagonisti di “Via dalla pazza folla”, romanzo classicone di Thomas Hardy ambientato nell’Ottocento inglese (Fazi Editore, 2016), potremmo senza dubbio affermare che l’affascinante Bathsheba Everdene è una giovane ingenua e testarda, che il sergente Francis Troy è uno sciupafemmine e che il fittavolo Gabriel Oak è colui che, con pazienza e dedizione, è riuscito a conquistare la donna che ha amato fin dal primo momento.

Ma c’è un personaggio che merita più attenzione e si tratta del fittavolo Boldwood che fa il suo ingresso nella storia subito con una bella porta in faccia: è uno scapolo quarantenne con una buona posizione e, anche se un po’ tenebroso e misterioso, viene visto come un papabile marito per le giovani donne delle fattorie di Weatherbury, fra le quali la bella signorina Everdene. Eppure il povero Boldwood, alla sua prima visita a Bathsheba, viene rifiutato; poi però viene da lei illuso a causa di un infantile gioco fra ragazze; quasi promesso sposo si ritrova in mezzo ai piedi il belloccio di turno che gli soffia la ragazza; quando sembra quasi fatta, Boldwood è ormai al limite della follia (e chi non lo sarebbe, del resto) e, a dargli il colpo di grazia, ecco ancora un imprevisto. L’ossessione per Bathsheba è totale ed è davvero sorprendente come Thomas Hardy sia riuscito a descrivere in diverse pagine le abitudini maniacali del povero fittavolo, quando sarebbe bastata una sola parola a definirlo: stalker.

Boldwood ha diritto al suo riscatto e per questo motivo, stendendo un lunghissimo tappeto rosso per rendergli tutti gli onori che merita, lo facciamo entrare nel nostro club.

 

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