Enjoy Sarajevo, di Michele Gambino

Un viaggio nel cuore della Sarajevo assediata durante la Guerra dei Balcani

Enjoy Sarajevo di Michele Gambino è uscito a gennaio 2018 per Fandango Libri: parla di guerra, di quel casino che è stata la ex Jugoslavia all’inizio degli anni Novanta, delle ambizioni di un uomo e delle perversioni di un altro.

Ma è dedicato anche alle donne perché, quando c’è una guerra, a compiere le gesta eroiche non sono solo gli uomini.

Alle donne di Sarajevo che giorno per giorno resistettero alla follia degli uomini. A tutte le donne che, in circostanze simili, farebbero lo stesso.

Al centro di questa storia ci sono gli uomini che hanno fatto la guerra: quelli che l’hanno voluta, quelli che l’hanno combattuta forse senza neanche capirne bene i motivi, quelli che l’hanno vissuta. Intorno a loro ruotano le donne, le figure che, sullo sfondo, li hanno aiutati a mantenersi in vita, li hanno sfamati, hanno fatto loro da mogli e da madri.

È la saggezza antica delle donne a consentire la sopravvivenza delle comunità minacciate dalla violenza innata degli uomini. La verità di fondo è che in guerra tutte le donne si trasformano in madri, e tutti gli uomini in figli

Enjoy Sarajevo

Michele Banti è un ex giornalista, firma di famosi reportage di guerra per un importante settimanale di inchiesta, oggi autore televisivo che ha scelto di tradire la causa contro i potenti preferendo occuparsi di una trasmissione pomeridiana, nota per il gossip e per il giornalismo sensazionalista dedito al solo obiettivo dello share.

Amos Profeti, personaggio ambiguo e scostante, riappare all’improvviso e prepotentemente nella vita di Banti dopo quindici anni di silenzio, riscuotendo il suo passato: sembra arrivare da un’altra vita nonostante gli sia “tornato in mente tutti i giorni, almeno per un istante”. Questo incontro poco casuale fa riaffiorare nella mente del giornalista gli anni trascorsi a seguire la guerra in ex Jugoslavia ed ecco che, dal presente degli studi di una superficiale trasmissione televisiva, ci ritroviamo catapultati nel passato a osservare, prima dall’alto e poi dall’interno, la pioggia di bombe che colpisce Sarajevo durante l’assedio che l’ha martoriata.

Michele ripercorre il viaggio che, con l’aiuto di Profeti, autista d’esperienza e spietato conoscitore di quelle zone di guerra, lo ha condotto attraverso i Balcani per arrivare alla multietnica città, controllata dall’esercito serbo, proprio poche settimane prima che la Nato, scossa dal massacro di Srebrenica, decidesse finalmente di intervenire in Bosnia.

Se Banti da un lato sfrutta quello strano personaggio, apparso misteriosamente nella sua vita, per realizzare le sue ambizioni professionali, dall’altro lo stesso Profeti approfitta dell’ufficialità del ruolo di giornalista di Banti per muoversi liberamente nel suo habitat naturale, quello di una città priva di regole dove può dare sfogo al suo istinto animalesco, e per introfularsi nella vita degli altri.

Profeti è un cattivo nato, il suo aspetto fisico è il biglietto da visita del criminale ed è incomprensibile che Michele non abbia pensato neanche un istante alle teorie lombrosiane. Eppure si lascia trasportare da quest’uomo nei meandri della guerra, ignorando i segnali che lui stesso gli manda poco velatamente. Ma Michele Banti è accecato dall’ambizione, dall’idea di essere più avanti di altri, di essere quello più vicino alla guerra e alla morte rispetto ai suoi simili. Lui che si ritrova ad essere, una notte, l’unico di sua spontanea volontà rannicchiato in trincea affianco al famoso comandante Celo. È solo spirito di cronaca quello che lo spinge fino a quel punto?

No, c’è dell’altro, perché scoprirsi affascinato nel vedere la guerra dall’alto come fosse un videogioco non dovrebbe essere normale, e lui stesso resta stupito dalla sua reazione. Ma è solo dopo, quando i suoi errori gli aprono gli occhi, che capisce di essere arrivato a quel giorno in cui per forza è necessario fermarsi e tirare una riga per andare a capo.

Una voce dentro di me diceva che ero giovane, che certe emozioni sono impagabili, che c’era tempo per ritirarsi. Non potevo sapere che di lì a poco il destino avrebbe messo tutto a posto senza chiedere il permesso.

Perché leggerlo

Non sono mai riuscita a comprendere bene le ragioni della guerra che sconvolse i Balcani all’inizio degli anni 90, scomponendo la meravigliosa Jugoslavia (che avevo visitato da bambina alla fine degli anni Ottanta) in tanti stati che, ancora adesso, faccio sempre fatica a collocare perfettamente sulla carta geografica. L’ho sempre considerata una guerra difficile da capire, un complicato intrico di nazioni, religioni, etnie. Non mi vergogno a dirlo.

E continuo a pensarlo anche adesso, dopo aver letto questo libro che, se da un lato mi ha fatto chiarezza sulle fazioni, allo stesso tempo mi ha reso ancora più incomprensibili le vere ragioni che hanno portato alla guerra “un popolo indottrinato dal generale Tito e spaventato dall’Unione Sovietica che la fine della Guerra Fredda aveva trasformato nel rissoso cortile di una scuola”.

Eppure leggendo questa storia è chiaro che qualsiasi pretesto sarebbe bastato, in quei luoghi, in quel preciso momento storico, ad accendere la miccia per scatenare una guerra.

Gente che va ai matrimoni coi mitra se non ha buoni motivi per fare una guerra se li inventa.

Non sono di certo io la persona adatta ad analizzare le ragioni e i fatti della guerra, io posso solo lasciarvi a questo intenso racconto di una guerra recente che ho vissuto da ragazzina, seppure da lontano, attraverso le immagini che arrivavano in televisione, qualche minuto prima della puntata di Beautiful o poco dopo un videoclip su MTV, con la voce di Bono che insieme a Pavarotti cantava Miss Sarajevo.

L’autore

Michele Gambino (1958) è un giornalista siciliano che iniziò a scrivere per il mensile I Siciliani sotto la guida di Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia nel 1984. Gambino è stato l’inviato di punta del settimanale Avvenimenti, autore di numerosi reportage di guerra vincendo nel 1996 il  premio “Ilaria Alpi” per quelli sull’Afghanistan occupato dai talebani. Oggi è un autore televisivo.

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LA SCHEDA

Come si intitola? Enjoy Sarajevo
Chi lo ha scritto? Michele Gambino
Con quale editore? Fandango Libri (gennaio 2018)
Quante pagine ha? 238
Quanto costa? 18 euro il cartaceo, 9,99 euro l’ebook
Qual è il personaggio di questo libro che entra nel Club? Amos Profeti
Questo libro è adatto per: provare a capire una guerra oppure le ambizioni di un essere umano.

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