Siracusa

Una vacanza a Siracusa porta a galla tutti i problemi

Due coppie piene di problemi si ritrovano a trascorrere una vacanza in Italia, da Roma a Siracusa: a creare scompiglio Snow, la figlia di una di loro, e l’arrivo improvviso di una giovane amante

Siracusa è uno di quei libri che vorresti non finisse mai e che, allo stesso tempo, non vedi l’ora di concludere.

Una parola mi è venuta in mente leggendo Siracusa di Delia Ephron (Fazi Editore, 2018): intreccio.

Ho una preferenza per i romanzi che vengono narrati da più voci: le caratteristiche di personaggi così diversi fra loro, i differenti punti di vista e le vicende si intersecano incrementando, man mano, la curiosità di come andrà a finire.

Se poi aggiungiamo che i quattro protagonisti sono descritti talmente bene da renderli assimilabili e familiari come se fossero gli attori della nostra serie TV preferita, allora il cerchio è chiuso e si può dire che Siracusa sia davvero un bel romanzo.

Siracusa

Siracusa

Due coppie si recano in vacanza in Italia, prima a Roma e poi a Siracusa. Si tratta degli newyorkesi Michael e Lizzie, lui scrittore affermato e lei giornalista precaria, e di Finn e Taylor che vivono a Portland dove lui è proprietario di un ristorante e lei si occupa dell’ufficio turismo ma, soprattutto, dell’educazione della figlia Snow.

Insieme a loro c’è, appunto, anche Snow: dieci anni, bella da far voltare i passanti, ma altrettanto timida, insicura e poco socievole da risultare sgarbata e asociale.

Dopo aver visitato la capitale si spostano, con grande disappunto di Taylor, a Siracusa dove tutto esploderà: perché Lizzie e Finn in passato erano una coppia e hanno mantenuto una complicità che non sono riusciti a ottenere con i rispettivi coniugi; perché a Taylor non interessa nulla, se non avere il controllo totale di tutto e, in particolare, della figlia; perché Michael ha tradito Lizzie e la sua amante, Kath, lo ha raggiunto a sorpresa nella città siciliana; perché Snow è strana, parecchio strana e l’unica razione che suscita la sua presenza è ignorarla per evitare di doverla prendere a schiaffi.

In tutto questo ci si stupisce che la situazione non fosse già crollata durante il soggiorno romano, ma a sconvolgere quegli equilibri precari che le due coppie erano riuscite a raggiungere ci pensa l’arrivo irruento di Kath associato a un’ambientazione siracusana differente dalle aspettative di tutti.

I personaggi

Il fulcro di Siracusa sono loro: i protagonisti insopportabili e odiosi di questo romanzo. E io, si sa, adoro i personaggi che sanno darmi fastidio all’inverosimile.

Lizzie

Ha superato i 40 e ormai è tardi per avere un figlio con Michael, ma è davvero questo il motivo per cui non riesce a sopportare la presenza della figlia dei suoi amici? È innamorata di Michael al punto da proporgli lei stessa, inconsapevolmente, le bugia che lui utilizzerà a proprio vantaggio. O forse è più innamorata dell’idea di Michael, scrittore affermato, più vecchio di lei, così colto, interessante che, ne è sicura, suo padre avrebbe tanto adorato.

Finn

Io sono la stanza d’albergo. Per mia moglie io sono la stanza d’albergo a Siracusa. Una stanza di quart’ordine.

È stato l’amore pazzo di Lizzie anni prima, ma non sarebbe mai potuto diventare suo marito perché troppo troppo repubblicano per poter essere sopportato da una democratica. Finn è un idiota che crede di risultare simpatico parlando in francese quando si rivolge alle italiane, tuttavia, sguazza bene nella propria condizione: ha sposato una donna bella, più elevata di lui, non la ama, non la sopporta, però gli sta bene così.

Finn ha il suo ristorante, le sue abitudini (opposte a quelle della moglie), le sue sigarette, le sue frequentazioni femminili. Si sfiorano mai lui e la moglie o devono prima fare un bagno nel Purell per eliminare i microbi?

Taylor

Ci aveva chiesto della nostra vita sessuale.
“Come la definireste?” ci aveva domandato
“Non la definirei”, le avevo risposto e mi ero rifiutata di tornarci

Taylor è una madre assillante, perennemente in lotta con se stessa e con il mondo intero per il bisogno di essere perfetta, di avere una figlia perfetta, di proteggere questa figlia perfetta anche solo dalle impurità che si possono depositare su un ginocchio appoggiato per pochi istanti sui sampietrini romani.

Taylor è una moglie odiosa, anzi, non è una moglie: è una donna che ha avuto una figlia con l’uomo che ha sposato. Crede di essere perfetta, ma avrebbe bisogno di un analista da cui, comunque, non andrebbe mai perché, dal suo punto di vista, sarebbe lui quello “sbagliato”

“Non mi piacciono gli analisti”
“Perché?”
“Creano un sacco di problemi”

Michael

Michael è la star del gruppo, solo Finn capisce veramente che, in realtà, è tutta fuffa. Lo scrittore Premio Pulitzer per la sua opera andata in scena a Broadway anni prima, a dire la verità è un debole: come potrebbe altrimenti cedere alla richiesta della sua amante di acquistare un anello (peraltro pacchiano e ridicolo) al costo di 3.500 euro addebitati sulla carta di credito di cui la moglie vedrebbe l’estratto conto? Pazienza, Michael lascia succedere i fatti che lo porteranno a farsi sbugiardare, arrivando anche al punto di incoraggiare gli eventi affinché Lizzie finisca a letto con Finn.

Eppure nel suo intimo trattiene una rabbia che non ha il coraggio di esternare.

Non era certo una frase gentile, ma la pronunciai con gentilezza mentre avrei voluto prenderla a calci. Calpestarla, picchiarla a sangue.

Snow

E, con quella sua vocina sommessa e velenosa, che cosa avrebbe detto Snow, la regina delle perle lapidarie e crudeli?

Snow non parla quasi mai, ci pensa la madre a parlare per lei. Ma quando lo fa trasmette una cattiveria pura che stona con il suo aspettato angelico e la sua espressività inesistente. Sta in un angolo, ma quando compie un qualsiasi gesto lo rende plateale. Emette dei versi strani che solo Taylor sa interpretare grazie a un rapporto madre-figlia quasi animalesco. Nonostante sia legata alla madre da un filo indissolubile è, in realtà, una vera Dolan, come suo padre.

Perché leggere Siracusa?

Delia Ephron è stata, insieme alla più celebre sorella Nora, sceneggiatrice di commedie fra le quali il famoso film C’è posta per te: e si vede.

Leggere Siracusa significa ritrovarsi in un film dove le atmosfere italiane sono raccontate, attraverso gli occhi di due coppie americane, senza i tipici luoghi comuni con cui ci vedono a Hollywood, con una conoscenza dei dettagli che solo una grande sceneggiatrice può avere: non c’è “O sole mio”, ma c’è Jovanotti, tanto per intendersi.

(A parte la “pizza bianca” che, in quanto ligure, io ritengo inaccettabile anche solo da scrivere o pronunciare!).

Intreccio, questa è la parola chiave. Un intreccio che porta inevitabilmente allo sfacelo per tutti e il tragico epilogo è assicurato.


LA SCHEDA

Come si intitola? Siracusa
Chi lo ha scritto? Delia Ephron (traduzione di Enrica Budetta)
Con quale editore? Fazi Editore (28 giugno 2018)
Quante pagine ha? 334
Quanto costa? 17,50 euro il cartaceo
Qual è il personaggio di questo libro che entra nel Club? e chi se non Snow?
Questo libro è adatto per: chi ama le commedie, gli inciuci fra coppie, un pizzico di noir.


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