Autunno

Un autunno deludente

Quello del romanzo di Ali Smith uscito nel 2018

Quando le alte aspettative aumentano la delusione

Mi sono avvicinata ad “Autunno” di Ali Smith (Edizioni SUR, 2018) con grandi aspettative: ottime recensioni, una trama interessante, la prospettiva di un seguito, essendo questo il primo di una tetralogia ispirata alle quattro stagioni.

Mi spiace giudicare negativamente un libro che aspettavo di leggere con impazienza, eppure “Autunno” è stato per me una gran fatica, nonostante il volume di neanche 250 pagine.

Di cosa parla “Autunno”?

Elisabeth Demand è una trentenne, ricercatrice precaria presso l’Università di Londra che torna, poco dopo la Brexit, nella cittadina di provincia dove vive la madre. Daniel è un anziano di centouno anni ricoverato in una casa di riposo in stato semi-vegetativo. Nonostante la differenza d’età i due sono legati da una forte amicizia e, per questo motivo, Elisabeth trascorre gran parte del suo tempo accanto al vecchio, essendo ormai alla fine dei suoi giorni.

Un legame forte instauratosi in seguito all’assenza di un padre e alla presenza, invece, di una madre superficiale che mai è riuscita a spiegarsi l’attaccamento tra la figlia e quest’uomo appassionato d’arte.

Eppure l’amicizia tra Elisabeth e Daniel è forte e sincera e su questa si sviluppa l’intera storia di questa prima stagione: un alternarsi fra presente e passato, momenti reali, flashback e ricordi di un anziano che galleggia nel suo limbo.

Perché non mi è piaciuto?

Confusione: questa è la parola che userei per descrivere “Autunno”. Uno stile poco fluido e i continui salti temporali tra la vita dei protagonisti mi hanno reso la lettura davvero faticosa. Non sono riuscita ad appassionarmi all’amicizia tra una giovane e un anziano, nessuno dei due protagonisti è riuscito a trasmettermi l’empatia necessaria per entrare nella storia, nessun episodio mi ha emozionato.

C’è anche un “fuori”, quello degli effetti della Brexit che io, però, non ho colto come così determinanti per dare al romanzo uno sfondo sociale forte da giustificare le mancanze delle vicende personali dei protagonisti.

Non l’ho capito, ecco, forse è questo il motivo per cui non mi è piaciuto.

Ma lascio una porta aperta per ricredermi

“Autunno” è il primo di una tetralogia e può essere che per coglierne davvero il senso sia necessario leggere anche gli altri tre volumi (non ancora usciti), il mio giudizio resta quindi un po’ in sospeso in attesa di decidere se dare una possibilità anche al prossimo capitolo. Resta comunque certo che, per il momento, Ali Smith non mi sia piaciuta.

E voi cosa ne pensate?


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