Vincoli - Kent Haruf

Vincoli, di Kent Haruf

Il racconto del legame che ha tenuto insieme una famiglia, nonostante le insidie del territorio e le attrazioni di forze esterne

Vincoli, di Kent Haruf è uscito a novembre 2018 per NN Editore ed è il romanzo con cui l’autore esordì

C’è l’America rurale, quella dell’ovest ancora incontaminato di inizio Novecento. Ma soprattutto c’è una famiglia: un capostipite rude e aggressivo, una madre fragile, una figlia tenace e un secondogenito debole

Di Kent Haruf ho letto solo Le nostre anime di notte l’anno scorso e il risultato è stato innamorami subito di questa storia così sincera e commovente. Mi aspettavo di provare le stesse sensazioni con Vincoli che, invece, è stato sorprendentemente un “ancora di più” rispetto all’ultimo romanzo (in ordine cronologico) di Kent Haruf.

Facciamo ordine: Vincoli è stato il romanzo d’esordio dell’autore statunitense pubblicato in Italia da NN Editore a novembre 2018, mentre Le nostre anime di notte è il più recente romanzo di Haruf pubblicato nel 2015 dopo la sua morte (in Italia nel 2017).

Non è mia intenzione fare ora una confronto fra i due romanzi, ma è inevitabile notare i punti in comune e le differenze: perché, come scrive Fabio Cremonesi (che di Haruf è il traduttore per NN Editore anche della Trilogia della pianura) è ben evidente un’evoluzione avvenuta nella scrittura di Haruf. Se Le nostre anime di notte è caratterizzato da una narrazione essenziale e semplice, in Vincoli c’è invece una costruzione della storia molto più complessa e approfondita e, se non fosse nota la data di prima pubblicazione, si potrebbe pensare che quest’ultimo sia il romanzo della maturità.

Ecco, adesso prendiamo gli aspetti in comune: l’intensità delle emozioni e la capacità di Haruf di trascriverle e, soprattutto, di trasmetterle al lettore mediante un rapporto di empatia che si instaura con i protagonisti della storia. E poi l’approccio alla morte vista non come “il punto di arrivo” bensì come una fase della vita vissuta nel percorso di avvicinamento alla fine. Un aspetto biografico questo che, come ha dichiarato Cremonesi in una recente intervista, deriva dai molti anni durante i quali Haruf prestò volontariato in un hospice, luogo dove i malati terminali vengono assistiti nei loro ultimi giorni. E, aggiungerei, un’esperienza che gli ha fornito anche quella delicatezza, che lo contraddistingue, con cui viene raccontata l’anzianità e la consapevolezza dell’essere ormai vicini alla morte.

Non deve essere, però, questo un motivo per deprimersi e non leggere i romanzi di questo autore e, in particolare, Vincoli: commettereste un grave errore.

Perché Kent Haruf ha avuto un grande pregio: ha saputo raccontare delle storie

Vincoli è il meraviglioso racconto di una famiglia e del luogo in cui questa si è sviluppata, adattandosi al suo ambiente poco accogliente, domandolo e, più spesso, soccombendovi. Perché a comandare nella famiglia di Edith Goodnough è sempre stato il territorio, quello che suo padre Roy all’inizio del Novecento provò a “colonizzare”, sfruttando gli incentivi concessi dal Governo per i pionieri dotati del coraggio necessario per trasferirsi in quegli spazi ancora grezzi a ovest, nello specifico in Colorado.

Roy e Ada Goodnough arrivarono a Holt (la cittadina fittizia del Colorado in cui sono ambientati i romanzi di Haruf) nel 1906 alla ricerca di ricchezza: un uomo rude e spinoso Roy, poco adatto a un carattere timido e poco intraprendente come quello di Ada. Se Roy visse la sua vita provando a cavalcare le ostilità del territorio, coltivando la terra e allevando il bestiame con l’ostinazione sufficiente comunque a sopravvivere, Ada fu invece colei che fu costretta a soccombere, consumandosi giorno dopo giorno tra le fatiche del luogo e la freddezza del marito. Nonostante questo riuscì a mettere al mondo Edith Goodnough e il secondogenito Lyman.

Vincoli si apre nel 1977 con Edith ricoverata in ospedale in seguito a un incendio che ha distrutto l’abitazione in cui visse quasi tutta la vita in compagnia del fratello minore. Ma la stanza di Edith è piantonata dalla polizia e da un giornalista impiccione che cerca di indagare su questo misterioso incendio e sulla conseguente morte di Lyman.

C’è una verità dietro all’incendio e Sanders Roscoe, il vicino di casa di sempre, non ha alcuna intenzione di renderla pubblica e di sbattere la vita di Edith sulle pagine della cronaca locale. Non avrebbe alcuna utilità e non renderebbe giustizia alla vita di questa anziana signora.

Sanders Roscoe, però, la verità la racconta a noi partendo proprio dall’inizio, dalla nascita della famiglia Goodnough e dal legame con la sua, con John Roscoe, suo padre. E questo racconto si sviluppa per settant’anni accumulando l’intensità dovuta per comprendere l’epilogo e quell’antipatia nei confronti del giornalista.

Vincoli è una storia di sacrificio, di dolore, di priorità, della salvaguardia della famiglia sopra ogni cosa. Il racconto della forza e della tenacia di una donna che ha attraversato in pieno l’evoluzione della sua condizione femminile. Cos’ha fatto di così sorprendente Edith Goodnough? Ha semplicemente vissuto.


Vincoli - Kent Haruf

Come si intitola? Vincoli
Chi lo ha scritto? Kent Haruf
Con quale editore? NN Editore (5 novembre 2018)
Quante pagine ha? 260
Quanto costa? 18 euro il cartaceo, 9,99 euro l’ebook
Qual è il personaggio di questo libro che entra nel Club? Edith Goodnough
Questo libro è adatto per: chi ha voglia di leggere il racconto di una famiglia e della forza dei legami

2 commenti

  1. Bellissima recensione che descrive benissimo la grandezza di Haruf!

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