il nome della madre

Il nome della madre

Un uomo si ritrova a crescere un figlio da solo portandosi dietro il silenzio attorno alla fuga della madre

Il secondo romanzo di Roberto Camurri è uscito il 28 maggio per NN Editore

Cosa mi resta dopo aver letto Il nome della madre di Roberto Camurri? La voglia di sentirne parlare ancora e ancora e, soprattutto, la necessità di recuperare a tutti i costi la lettura del suo primo romanzo A misura d’uomo (pubblicato sempre da NN nel 2018).

Il nome della madre

È la storia di Ettore che un giorno, seppur con alcuni segnali di allarme fatti di silenzi e lacrime, viene abbandonato dalla moglie che gli scarica addosso il peso e la responsabilità di prendersi cura del figlio di pochi mesi Pietro.

Le difficoltà pratiche e oggettive si manifestano subito e si trasformano negli anni: prima, quando Pietro è un bambino che frequenta la scuola elementare, in piccoli episodi di disagio; poi quando è adolescente ripresentandosi sotto forma di continui contrasti con il padre; infine, quando è ormai adulto, attraverso la rabbia e i tradimenti, sfogando gli effetti del trauma familiare su Miriam, la donna che lo ama e che lui non è del tutto sicuro di riuscire ad amare.

Il silenzio degli uomini

È un romanzo caratterizzato da lunghi silenzi: quelli di una donna che ha un problema che non riesce (o non vuole) manifestare, di un marito che ha paura di affrontarli, di un padre solo che difficilmente chiede sostegno, di un figlio che, cresciuto con l’intoccabilità dell’argomento “madre”, si è ormai abituato a considerarlo un tabù da non nominare con i nonni e tanto meno con il padre. Con il risultato che questo lungo “non parlarsi” genera inevitabilmente un conflitto tra due uomini pieni di rabbia repressa.

E Roberto Camurri racconta queste difficoltà comunicative e relazionali con una grande naturalezza, attraverso gesti di vita normale che celano i sentimenti negativi, ma che mostrano anche un affetto profondo che lega padre e figlio e che, solamente, fa fatica a tornare in superficie.

Il silenzio di Fabbrico

Il nome della madre non è solo questo: in questa intensità familiare c’è il contorno meraviglioso e silenzioso della vita di paese. Chi ha conosciuto, anche solo per pochi momenti della propria vita, l’esistenza di un paese immerso nella campagna non può non apprezzare la descrizione dei colori, dei profumi, delle piccole abitudini, della forte presenza degli animali nella quotidianità. E, anche in questo, Camurri mette in mostra tutto l’amore che lo lega a Fabbrico, alle sue origini, a quel modo di vivere che, anche se abbandonato, resta per sempre una parte di sé.

Ho letto Il nome della madre in due sere, incollata alla narrazione fluida di questa storia, alle emozioni dei due protagonisti (a tratti anche un po’ fastidiosi per la loro testardaggine) e alla commozione finale quando, dopo tanta paternità e punti di vista maschili, viene fuori sorprendentemente tutta la profondità dell’essere madre. Ed è bellissimo pensare che sia proprio un uomo, un padre, l’autore che è riuscito ad esprimerla così intensamente in poche parole.

Non vedo l’ora di leggere A misura d’uomo.


LA SCHEDA

Come si intitola?
Il nome della madre
Chi lo ha scritto? Roberto Camurri
Con quale editore? NN Editore (2020)
Quante pagine ha? 176
Quanto costa? 17,00 euro il cartaceo, 8,99 l’ebook
Qual è il personaggio di questo libro che entra nel Club? Ettore
Questo libro è adatto per: chi ama le storie di legami familiari e difficoltà comunicative.

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