Easter Parade

“Easter parade” di Richard Yates Scrivo per la prima volta di un autore che ho amato da subito leggendo Disturbo della quiete pubblica e di cui, stranamente, non ho letto Revolutionary road, il suo romanzo ben più conosciuto. Se volete leggere delle storie a lieto fine Yates non è proprio l’autore che fa per voi. Alla sua morte, in mezzo alla desolazione della sua casa, fu ritrovato un biglietto con riportata una frase di Adlai Stevenson che rende bene l’idea: “Gli americani hanno sempre dato per scontato, nel loro subconscio, che tutte le storie abbiano un lieto fine” In Easter parade ritroviamo tutto lo stile di Yates caratterizzato da una vita fatta dileggi tutto

il commesso

Bernard Malamud ci piace sempre, ma con “Il commesso” si supera Il commesso di Bernard Malamud (Minimum Fax, 2003) è un capolavoro. Poco conta che lui sia fra i miei scrittori preferiti, che sia l’autore de L’uomo di Kiev, che i suoi romanzi siano editi da Minimum Fax nella meravigliosa collana dei classics. Sarebbe comunque un capolavoro.leggi tutto

I capelli di Harold Roux

Per cominciare: “I capelli di Harold Roux” Il potere della narrazione dentro la narrazione Il primo post è il più difficile perché è l’inizio di tutto. Ma come si fa a iniziare a parlare di libri scegliendone solo uno? Quale? L’ultimo letto, l’ultimo acquistato o l’ultimo abbandonato? Deciderò di partire da un romanzo recentemente acquistato grazie alle segnalazioni sulla pagina Facebook dell’editore che, complice anche la grafica delle sue copertine, riesce spesso a convincermi che ne valga la pena. Ho iniziato a leggere I capelli di Harold Roux di Thomas Willliams (Fazi Editore, 2015) solo dopo alcune settimane, non subito perché avevo i miei motivi, unoleggi tutto