la mia estate fortunata

La mia estate fortunata

Due donne, cinque bambini e un furgone sgangherato in viaggio alla ricerca di un padre

Il padre è un mangiafuoco, le figlie sarebbero le due gemelle di Lish (che ha già altre due figlie), poi c’è Lucy con il suo piccolo Dill che forse non saprà mai chi è suo padre

Le premesse sono quelle di una storia drammatica, invece La mia estate fortunata è un romanzo divertente in cui l’ironia fa da contraccolpo alle difficoltà della vita di queste donne

La mia estate fortunata è il primo romanzo di Miriam Toews pubblicato nel 1996 e uscito adesso, nel 2019, in Italia come sempre per i suoi libri con Marcos y Marcos.

La storia è una piccola fetta di vita di Lucy e Lish, due giovani donne che vivono, così come tante loro altre simili, in un complesso abitativo destinato alle madri sole che ricevono sussidi dallo Stato. Lo Stato è quello del Canada, la città è Winnipeg (al confine con gli Stati Uniti) e il loro mondo si chiama “Half a Life”. O, meglio, così è come stato soprannominato dalle sue inquiline questo quartiere periferico nato con il nome di “Have a Life” (fatti una vita) e poi storpiato ufficialmente in “Half a life” (letteralmente “mezza vita”).

Il degrado della zona è sotto gli occhi di tutti, ma a giudicare dal loro entusiasmo alle donne di Half a Life sembra non mancare nulla: ricevono i sussidi e ciascuna un appartamento adeguato al proprio nucleo familiare, quello della diciottenne Lucy (sola con il figlio Dill di dieci mesi) è addirittura troppo grande e mezzo vuoto. Lucy, così come Lish, Mercy, Teresa, Terrapin e tante altre si arrangiano nella gestione dei figli, qualcuna svolge qualche lavoro in nero, di nascosto per evitare di perdere o vedersi diminuire il sussidio, ma la maggior parte fa ciò per cui viene pagata (così dicono loro stesse) dallo Stato, ossia le madri.

Ah, manca solo una cosa: i padri dei bambini.

Entrambe le nostri madri erano morte e i nostri padri erano, be’, erano da qualche parte. Come il padre di Dill, come quello delle gemelle. Come quello di Lish. Tutti questi padri mancanti, nemmeno morti e sepolti. Sarebbe stato facile, così. Invece no, loro erano lì da qualche parte, relitti spaziali che orbitano intorno a pianeti popolati di mogli, fidanzate, figli e figlie.

Altro requisito fondamentale per vivere a Half a Life è quello di non avere un compagno la cui presenza andrebbe a incidere sul supporto concesso dai servizi sociali: quindi vietato farsi beccare con un uomo fisso altrimenti quelli di Serenity Place (l’altro complesso “avversario” di Half a Life) fanno le spie.

In ogni caso non c’è pericolo perché Lish ha quattro figlie da due uomini diversi, l’ultimo un mangiafuoco rimorchiato a un festival di artisti di strada che, dopo una notte di passione, l’ha abbandonata derubandola del portafoglio e, soprattutto, lasciandola incinta di due gemelle, ormai di quattro anni.

Lucy, invece, ha un solo bambino, ma non ha idea di chi sia il padre: dopo la morte della madre, avvenuta circa quattro anni prima, ha iniziato ad andare a letto con chiunque, per gioco, ovunque, mai in un letto. E alla fine è arrivato Dill.

Se mangi un’intera lattina di fagioli, come fai a sapere qual è stato il fagiolo che ti ha fatto scoreggiare?

Alla fine di un giugno eccessivamente piovoso, vittime degli assalti delle zanzare, del pericolo di inondazioni che ha trasformato la zona in perenne stato di calamità, Lish decide di partire alla ricerca del mangiafuoco dopo aver ricevuto un’entusiasmante lettera nella quale il padre delle sue gemelle afferma di non averla mai dimenticata e di essere diretto a Denver.

Carica di adrenalina, recupera un furgone e mille euro dai genitori (benestanti e accecati dalla vergogna verso quella figlia stravagante), prende le quattro figlie e pure Lucy e Dill: due donne e cinque bambini in marcia verso gli Stati Uniti e un improbabile ritrovamento dell’artista di strada. Lucy sa bene come andrà a finire, ma non sa che, al ritorno, tutto prenderà sorprendentemente una piega inaspettata.

Le donne di Half a Life sono tutte, non solo Lish e Lucy, protagoniste di questa storia divertente, carica di disperazione e, allo stesso tempo, della necessaria ironia per affrontare le difficoltà della vita. Queste madri non si abbattono mai e, quando lo fanno, non lo danno a vedere preferendo, invece, affrontare le situazioni di petto, senza mai perdersi d’animo.

Gli uomini sono i grandi assenti di questo romanzo, non perché non appaiano, ma perché il loro ruolo è sempre quello dei perdenti o di chi si lascia deprimere dai fallimenti , al contrario delle donne che sembrano dotate di una riserva di forza in più, che capiscono che la vita, ok, non è uno scherzo, ma quella è la loro casa, quelli sono i loro figli e ci si può divertire anche così.


LA SCHEDA

Come si intitola?
La mia estate fortunata
Chi lo ha scritto? Miriam Toews
Traduzione di Claudia Tarolo
Con quale editore? Marcos y Marcos (giugno 2019)
Quante pagine ha? 304
Quanto costa? 18 euro il cartaceo, 11,99 l’ebook
Qual è il personaggio di questo libro che entra nel Club? Lucy
Questo libro è adatto per:  ricordarci dell’intensità della forza delle madri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *